1. Historia de la meva mort, il trailer. Il film sarà al 31° Torino Film Festival?


    Dopo il teaser, il poster e le foto, ecco il trailer di Historia de la Meva Mort, film vincitore del Pardo d’Oro a Locarno 66 (la recensione) diretto dal catalano Albert Serra.

    L’incontro tra Casanova e Dracula come emblemi di due epoche. Casanova, in compagnia di un servitore che sarà il testimone degli ultimi momenti della sua vita, lascia un castello svizzero, nella galante e libertina atmosfera tipica del diciottesimo secolo, per trascorrere i suoi ultimi giorni in terre povere e oscure, nel Nord Europa. Là il suo mondo di leggerezza, mondanità e pensiero razionalista crollerà scontrandosi con una nuova forza, esoterica, violenta: il romanticismo, rappresentato da Dracula e dal suo potere immortale.

    Scritto e diretto dal talentuoso regista di Honor de cavallería, El cant dels ocells), che lo descrive come “una fantasia sui nostri desideri, stilizzati dal buio, ma portati allo scoperto dal giorno" il film, già ospite dei maggiori festival internazionali (Toronto, Busan, Viennale, e secondo il sito dei produttori, anche al prossimo 31°Torino Film Festival) esce nelle sale francesi il 23 ottobre 2013, distribuito da Capricci Films.

     


  2. Alieni alla scoperta di un mondo. Under the skin e Tom à la ferme, i trailer


    Ecco i trailer completi di due film presentati a Venezia 70 e Toronto 38: Under the skin di Jonathan Glazer (la recensione, info, foto e clip, l’incontro con la stampa) e Tom à la ferme di Xavier Dolan (la recensione, info, foto e clip, l’incontro con la stampa).

    ìI due film condividono le atmosfere inquietanti delle anteprime e la derivazione l’uno da un romanzo (Sotto la pelle di Micher Faber) l’altro da una piéce teatrale (di Michel Marc Bouchard). Entrambi, a pensarci bene, presentano una creatura estranea al mondo in cui si aggira…

    Under the skin è stato acquistato per la distribuzione USA da A24 Films. Per ora non ci sono date di uscita.
    Tom à la ferme sarà presentato in anteprima italiana, al Festival Gender Bender, il 29 ottobre a Bologna.

     

  3. Nymphomaniac cita Edgar Allan Poe: Delirium. La versione hard a Cannes 67?


    È online il quarto “appetizer” di Nymphomaniac. Dopo il primo con Sophie Kennedy Clark, il secondo con Shia LaBeouf, il terzo con Uma Thurman, eccoDelirium: Confusion. Delusion. Hallucination.The nymphomaniac’s father dies: un altro capitolo della vita di Joe: solo una camminata verso l’ospedale dove l’eroina d Lars Von Trier - nella sua versione più giovane, interpretata da Stacy Martin (poi da Charlotte Gainsbourg, Trois coeurs, Every Thing Will Be Fine, Incompresa) - si reca in ospedale a trovare suo padre morente (Christian Slater).

    La voce narrante è di Stellan Skarsgård (Thor: The Dark World, Cenerentola di Kenneth Branagh) che legge l’incipit di La caduta della casa degli Usher di Edgar Allan Poe:

    Durante un giorno triste, cupo, senza suono, verso il finire dell’anno, un giorno in cui le nubi pendevano opprimentemente basse nei cieli, io avevo attraversato solo, a cavallo, un tratto di regione singolarmente desolato, finche’ ero venuto a trovarmi, mentre gia’ si addensavano le ombre della sera, in prossimità della malinconica Casa degli Usher.”

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  4. Jean-Luc Godard dietro le quinte di Sauve qui peut (la vie): nel trailer del festival di La Roche-sur-Yon


    Per il trailer della sua 4°edizione, creato dalla regista francese Isabelle Prim, il Festival International du Film de La Roche-sur-Yon (16-21 ottobre 2013) piccolo ma interessante evento votato a catturare le tendenze del cinema contemporaneo (e il suo futuro) con particolare attenzione ai suoi legami con la filosofia, la letteratura e l’arte,  ha scelto un testimonial particolare: Jean-Luc Godard in persona, che ricompare in un estratto da filmati girati sul set di Sauve qui peut (la vie).

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    (Fonte: sentieriselvaggi.it)

     

  5. Chris Marker, più vivo che mai. Due omaggi tra Francia e USA

    A più di un anno dalla sua scomparsa Chris Marker viene omaggiato quasi contemporaneamente con due tributi, in Francia e negli Stati Uniti: con Planète Marker – Cinéastes en correspondances (16 ottobre-16 dicembre) presso il Centre Pompidou, e Chris Marker: Guillaume-en-Égypte, presso il MIT List Visual Arts Center.

    La maestosa retrospettiva francese - che nel titolo ricorda la serie Petite Planète, le guide di viaggio pubblicate da Éditions du Seuil  tra il tra il 1954 e il 1958, con foto dello stesso Marker e di Agnès Varda - comprende la proiezione di tutti i film, tra cui alcune pellicole restaurate, rarità e inediti, i documentari dedicati a figure quali Kurosawa, Tarkovskij e Medvedkin (i meravigliosi A.K., Une journée d’Andrei Arsenevitch e Le tombeau d’Alexandre) e video, accanto a una mostra di installazioni e video (Quand le siècle a pris formes (Guerre et Révolution), Zapping Zone (Proposals for an Imaginary Television), Immemory, Ouvroir The Movie, Gorgomancy) e a conferenze e incontri, contributi di musicisti elettronici, artisti e performer.

    L’evento del MIT sceglie il nome del gatto di Marker, che lo rappresenta (dal gatto a fumetti dalla voce robotica di Les plages d’Agnès di Agnès Varda, all’avatar felino in Second Life nel già citato L’Ouvroir). Sempre Marker si identificò nei gatti, creature libere e non asservite al potere (è del 2003 Chats perchés, dove il sorriso ammiccante di Monsieur Chat ci accompagna in una straordinaria cronaca della contemporaneità).

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  6. No place to escape: The Motel Life, il trailer

    Primo trailer per The Motel Life, esordio alla regia dei fratelli Alan e Gabe Polsky, già produttori di Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans di Werner Herzog e di Little Birds di Elgin James.

    Presentato al Festival di Roma nel 2012 (la recensione, l’incontro con i registi), tratto dal bellissimo romanzo omonimo di Willy Vlautin (pubblicato in Italia da Fazi) scrittore nonchè musicista (Richmond Fontaine), soprannominato dalla critica “il Bob Dylan dei diseredati”, The Motel Life (info e foto) segue la storia dei fratelli Flannigan, Frank (Emile Hirsch - Prince Avalanche) e Jerry Lee (Stephen Dorff, A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III) e la loro fuga impossibile da un mondo di miseria, alcool, lavori saltuari.

    La fervida immaginazione di Frank lo rende quasi un cantastorie che tiene in piedi il fragile mondo suo e del fratello, creando un rifugio rischiarato dall’immagine angelica di Annie (Dakota Fanning - Night Moves) una vecchia fiamma di Frank, che a sua volta ha dovuto fare i conti con la durezza dell’esistenza.

    Nel cast anche il veterano Kris Kristofferson e Joshua Leonard (Higher Ground, Unicorns). Le animazioni, che raffigurano l’immaginario di Frank, sono state realizzate dall’artista Mike Smith.

    La soundtrack del film è un piccolo gioiello consacrato allo spirito del folk, che contiene oltre a brani del grande e sfortunato Townes van Zandt, la famosa collaborazione tra Bob Dylan e Johnny Cash Girl from the North Country. The Motel Life sarà presentato a ottobre al Chicago International Film Festival e uscirà in USA l’8 novembre in alcune sale e in distribuzione on demand.

    Nella nostra gallery, tutte le foto e i poster di The Motel Life.

     

  7. La Vénus à la fourrure di Roman Polanski. Il trailer

    Sarà nelle sale italiane dal 14 novembre, per 01 Distribution, La Vénus à la fourrure (info e foto, nuove immagini) presentato in concorso a Cannes 66 (la recensione). Oltre che in Europa, l’ultimo film di Roman Polanski sarà distribuito anche negli Stati Uniti, da Sundance Selects.
     

    Polanski, che si è presentato a Cannes all’incontro con la stampa accompagnato dalla sua musa (e moglie, da 25 anni) Emmanuelle Seigner - per lui protagonista di Luna di Fiele, Frantic, La nona porta - racconta di essere stato affascinato da un testo straordinario - la pièce di David Ives, che ha collaborato anche alla sceneggiatura del film - cercando al tempo stesso di “non annoiare lo spettatore con due soli personaggi della scena”.

    Più che con il testo originale di Leopold Von Sacher Masoch, il film, definito una commedia erotica, ha a che fare con un tema caro al regista - i rapporti di potere e le battaglie psicologiche all’interno della coppia - ma ancora di più con una questione già affrontata in Carnage, la distanza (e la prossimità) tra parola e meccanismo della rappresentazione, produzione artistica e vita, razionalizzazione del lavoro e imprevisto creativo: un corto circuito dal quale nascono forse tutti i film.

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  8. James Franco e Wim Wenders: Every Thing Will Be Fine

    Sono iniziate le riprese di Every Thing Will Be Fine, nuovo film di Wim Wenders: a Montréal, in Canada.”Uno dei miei luoghi preferiti di tutto il mondo" dice il regista tedesco.

    Del suo secondo esperimento con il 3D dopo Pina, Wenders si dichiara entusiasta: “Il 3D è completamente sottovalutato, male utilizzato, e sento che le possibilità che offre non sono state ancora esplorate. Può essere uno strumento fantastico per una storia drammatica. Mi piace l’idea di poter giocare con l’interiorità dell’attore”. A differenza di altri colleghi, Wenders apprezza comunque anche l’uso spettacolare del 3D: considera Avatar di James Cameron un film visionario, “rivoluzionario”.

    Da una sceneggiatura originale del norvegese Bjørn Olaf Johannessen (Nowhere Man) Every Thing Will Be Fine vede come protagonista un giovane scrittore, Tomas (James Franco, per la prima volta diretto da Wenders, che lo considera uno dei più grandi attori della sua generazione). Dopo un banale litigio con la sua compagna (Rachel McAdams - The Town, Midnight in Paris, A Most Wanted Man) perde il controllo della sua vettura e investe un ragazzino. La sua vita verrà devastata dall’evento: il film segue un viaggio lungo 12 anni, un percorso di cambiamento alla ricerca del perdono. Nel tentativo di affrontare il senso di colpa, Tomas, che ha distrutto anche la sua relazione, instaura un legame con la madre del bambino scomparso (Charlotte Gainsbourg - Nymphomaniac, Trois coeurs, Incompresa) e con il fratello sopravvissuto, Christopher (Robert Naylor).

    […]

    Nel frattempo Wenders ha diretto il cortometraggio Every Kiss Tells a Story, con Liv Tyler, presentato durante il Magnum Cannes, e si è dedicato - con Juliano Ribeiro Salgado - a Shade and Light, dedicato a Sebastião Salgado e in particolare alla sua serie Genesis, per la quale il celebre fotografo ha girato il mondo per otto anni, allo scopo di scrivere “una lettera d’amore a questo pianeta”.


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  9. Jake Gyllenhaal, l’uomo duplicato. Enemy di Denis Villeneuve, due clip, poster e nuove foto

    Jake Gyllenhaal si sdoppia per il regista canadese Denis Villeneuve: non solo compare nei panni dell’ Adam di Enemy e della sua misteriosa controfigura, del suo Doppelgänger, ma è anche protagonista del secondo film che il regista canadese ha portato al 38° Toronto Film Festival (Prisoners - trailer, foto e clip).

    Enemy (prime foto dal set, immagini ufficiali) definito inquietante, ipnotico e surreale, scritto da Javier Gullón (sceneggiatore di El rey de la montaña, Hierro, Agnosia) e ispirato al romanzo O homem duplicado del grande scrittore portoghese premio Nobel José Saramago (da noi pubblicato da Einaudi) vede l’anonimo professore universitario di storia Adam strappato a una vita modesta, senza troppi scossoni, dall’incontro (inizialmente solo sotto forma di immagine: in un film consigliatogli da un collega) con un attore che gli assomiglia terribilmente, un certo Anthony Clair.

    Le vite dei due si intrecciano tra i grattacieli di Toronto, e l’identità del professore comincia a cedere, divisa anche tra due donne: la sua compagna Mary, con la quale vive un rapporto fin troppo tranquillo, e forse giunto alla fine, interpretata dall’attrice francese Mélanie Laurent (Bastardi senza gloria, Treno di notte per Lisbona, Now You See Me - I maghi del crimine, Lettera di una sconosciuta) e la compagna del suo sosia, Helen, in attesa di un figlio, interpretata da Sarah Gadon (giovane canadese prediletta da Cronenberg, che l’ha voluta in A Dangerous Method e Cosmopolis - e che in AntiViral di Cronenberg figlio incarna la bellezza perfetta intaccata dal virus che tutti desiderano).

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  10. Come passano le nuvole. Sils Maria di Olivier Assayas: le prime immagini


    A riprese in corso (previste tra Svizzera, nell’amena località di Sils che dà il titolo al film, Alto Adige, in particolare Val Gardena,  Lipsia e Berlino) compaiono le prime foto ufficiali di Sils Maria, scritto e diretto da Olivier Assayas, girato in lingua inglese.

    Riconosciamo Juliette Binoche nei panni della protagonista, l’attrice Maria Enders, Chloë Grace Moretz nei panni di un’attrice più giovane, che costringe la donna più matura a confrontarsi con il tempo che passa, Johnny Flynn (che avrebbe rimpiazzato Tom Sturridge) nel ruolo di un romanziere amico di quest’ultima, già in Après mai, ultimo film del regista francese vincitore del premio per la miglior sceneggiatura a Venezia 69.

    Nelle note di regia, Assayas fornisce un “manifesto” del suo modo di lavorare: “I film sono organismi viventi, che respirano, di sviluppano, trovano la propria identità, non tanto secondo presupposti formali o teorici, ma a contatto con la realtà, che influenza costantemente il processo della creazione. Da questo punto di vista credo che il cinema in cui credo sia il contratio della pubblicità, o del cinema di genere con i suoi dettagliati storyboard. Sils Maria si iscrive nella natura, nei paesaggi esterni e negli orizzonti interni, quelli che appartengono ai personaggi”.

    Se c’è un demone ispiratore per questo film è proprio il paesaggio, in particolare quello alpino, racconta il regista francese: “il cielo nuvoloso sopra la valle Engadina, uno spettacolo al tempo stesso intimidatorio e immutabile”.

    E il fenomeno particolare delle formazioni di nuvole sul passo del Maloja (tra l’Engadina e la val Bregaglia) catturato dal geologo Arnold Fanck: in Das Wolkenphänomen Von Maloja, ndr): “nel 1924, agli albori del cinema, filma le nuvole, che sospinte dal vento sulle cime, formano un disegno astratto che evoca la pittura classica cinese”.

    Assayas riflette sullo scorrere del tempo cercando di cogliere, nella storia di Maria Enders, la tensione tra il personale e l’universale, tra un soggetto impossibile da definire e le sue molteplici rifrazioni, età e vite diverse, l’identità della donna e dei tanti personaggi che ha interpretato: in un flusso magico di immagini impossibili da catturare completamente, come quello delle nuvole filmate da Fanck.

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