1. Storia d’amore al crepuscolo: Eldfjall (Vulcano) a Cannes 64

    Uno dei titoli più interessanti, almeno sulla carta, della Quinzaine des réalisateurs a Cannes 64:  Eldfjall (Vulcano), “romanzo di formazione di un uomo di 67 anni”, lungometraggio di esordio del giovane Rúnar Rúnarsson, vincitore di oltre 90 premi in tutto il mondo per i suoi tre cortometraggi - solo con il bellissimo Smáfuglar (Two birds) del 2008, ha conquistato una ventina di riconoscimenti, tra cui la Palma d’oro a Cannes 61; il suo primo corto Síðasti bærinn (The Last Farm), del 2004, è stato nominato agli Oscar.

    Vulcano è la logica continuazione dei tre corti, definiti una “trilogia dell’amore”; una storia sul “fare i conti con le scelte del passato e le difficoltà del presente per abbracciare il futuro”, ma anche la storia di una famiglia e di come tre generazioni affrontano tre fasi dell’esistenza. “Non mi interessano i trentenni e i loro triangoli amorosi” dice Rúnar, anche sceneggiatore “mi interessa il crocevia della nostra vita”.